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Grillo contro Bersani: quanto incide Casaleggio sul M5S?

Dopo la grande affermazione del MoVimento 5 Stelle di Grillo alle elezioni politiche, si pone immediatamente la questione sulla formazione del nuovo governo. Ma già all'indomani del clamoroso verdetto delle urne, il problema della governabilità risulta chiaro a tutti. La vittoria "pirrica" di Bersani, la cui pre-alleanza con Monti è stata del tutto inutile, non consente al PD ampi spazi di manovra. O con Grillo o con Berlusconi. Ma se da un lato la Banda Bersani-Berlusconi non risulta credibile, né tantomeno possibile, un'alleanza con Grillo sembrerebbe se non naturale, almeno fattibile. Ma non è così.

Il buon Grillo critica Bersani, evade le sue lecite domande, tentenna nel fornire risposte. Dapprima estrapola dal cilindro modelli di governo siciliani, poi fa presentare il M5S come unico possibile Governo dal fido capogruppo al Senato Vito Crimi. Dall'alto del suo blog attacca il leader del PD, lo apostrofa "morto che parla", recita slogan del tipo "adesso gli italiani si abitueranno all'onestà", "ci avviciniamo alla Terza Repubblica" e soprattutto "mandiamoli tutti a casa". Insomma, fa capire che in Parlamento ci vuole andare da solo, e vuole spingere il PD nelle velenose spire di Berlusconi. Un suicidio politico.

L'idea di Grillo
è quella di porre in essere una dicotomia politica-antipolitica: da una parte PdL e PD (e Monti), dall'altra il M5S. La corruzione e il clientelismo contro l'onestà e la meritocrazia. Male contro bene. Scegliete italiani. E molti italiani hanno scelto.

Ma una domanda che si pongono molti è questa: che ruolo ha proprio il subcomandante Casaleggio? qual è il suo scopo?
Secondo alcuni è lui il vero maître à penser del MoVimento. Se vi è capitato di vedere l'ultima tappa dello Tsunami Tour prima delle elezioni, a Roma, Grillo chiama Casaleggio sul palco a presentarsi. Subito ci si accorge che è privo di carisma, di capacità comunicative. Tutto il contrario di Beppe. Sorge lecita l'ipotesi che Casaleggio sia la mente, Grillo il braccio operativo (in questo caso la voce). Un binomio perfetto. Resta aperta la questione dello scopo. Di certo i grillini non sembrano avere ampia autonomia, né di parola, né di azione. Guai a chi la pensasse in maniera diversa! Si vedano in proposito le espulsioni di Favia, Tavolazzi e Salsi. E allora se si parla di VERA democrazia, perché manca al suo interno? Perché si reprimono i dibattiti interni al MoVimento sul nascere? Metodi simili ricordano il comunismo stalinista ovverosia una dittatura mascherata da egalitarismo. Staremo a vedere. Certo che se le ombrose premesse dovessero rivelarsi fondate, il Popolo italiano non ha un roseo futuro, anzi, quella fantomatica medicina che sembrava potesse risolvere tutti i mali, potrebbe rivelarsi assai più pericolosa della malattia stessa.

Pubblicato il 6/3/2013 alle 16.1 nella rubrica Politica interna.

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