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L'ultimo volo di Icaro: Lauro De Bosis, un eroe dell'antifascismo

Oggi desidero raccontare brevemente la vita di un personaggio storico che non è noto ai più, ma è al fianco di altri importanti esponenti nella lotta alla dittatura fascista. Quest'uomo si chiamava Lauro De Bosis.

De Bosis nacque a Roma nel 1901. Di famiglia agiata, suo padre era direttore della rivista Il Convito, mentre sua madre era americana. Si laureò in chimica e successivamente tenne una serie di conferenze sulla situazione politica, storica e letteraria italiana negli Stati Uniti. Sempre in America egli insegnò lingua e letteratura italiana presso l'università di Harvard. Egli compose la poesia "Icaro", premio olimpico di poesia ad Amsterdam nel 1928.

Sin dalla marcia su Roma nel 1922, egli si dichiarò sempre contrario ai metodi della dittatura fascista e alla  propaganda che gli uomini di Mussolini facevano per il dittatore.

Tornato in Italia dall'America, si dedicò al lavoro di propaganda clandestina attraverso una associazione da lui fondata, Alleanza Nazionale (sic). Questa propugnava la collaborazione fra le forze liberali cattoliche e moderate, al fine di indurre Monarchia e Chiesa a rompere con il fascismo.
Successivamente, mentre stava partendo per gli Stati Uniti, De Bosis fu avvertito da un amico che i suoi collaboratori, sua madre e tre suoi familiari erano stati arrestati dal regime. Superato l'iniziale sconforto, si stabilì in Francia e, spinto da un preciso dovere morale e politico, decise di compiere un gesto che doveva rimanere come simbolo della lotta in difesa della libertà: il volo su Roma. Egli, per questo, si ispirò alle imprese di Bassanesi su Milano e, ancor prima, di D'Annunzio su Vienna.

De Bosis sapeva bene che il progetto era assai rischioso, e non senza difficoltà, riuscì a trovare dei finanziatori per acquistare un velivolo di seconda mano.
Un primo tentativo fallì alla partenza, in Corsica, e quindi il progetto oltre a non essere portato a termine, non fu più segreto. Riuscì miracolosamente e con grande forza di volontà ad acquistare, sotto falso nome, un secondo aeroplano in Germania, che chiamò "Pegaso".

Il 3 ottobre 1931, con sola metà del serbatoio riempito e con sole sette ore di volo all'attivo, partì da Marsiglia a bordo del suo velivolo con 400.000 volantini dell'Alleanza Nazionale diretto su Roma. Arrivato dopo il tramonto, rilasciò i manifestini sulle maggiori piazze della città capitolina, raccolti dai cittadini incuriositi. Dopo mezz'ora lascio la città in direzione isola d'Elba, ma il carburante non fu sufficiente per raggiungere la meta e, come l'Icaro dei suoi versi, precipitò in mare. La Regia Aeronautica, allertata in ritardo, vanamente lo cercò a lungo.

Rimane di lui un ricordo indissolubile fra coloro che furono partecipi alla lotta contro la dittatura fascista. De Bosis comprese - a differenza di molti - che non bisognava aspettare una comoda "resistenza", ma agire.

Nella sua "Storia della mia morte", racconto scritto la notte prima del volo, quando già sapeva di dover morire non già per la prontezza della "caccia  di Mussolini al suo minuscolo aereo, ma perché i serbatoi, per non insospettire i testimoni, erano stati riempiti per un tragitto più breve, da Marsiglia a Barcellona". De Bosis si diceva convinto che «[...]
il fascismo non cadrà se prima non si troveranno una ventina di giovani che sacrifichino la loro vita per spronare l'animo degli Italiani.
Mentre, durante il Risorgimento, i giovani pronti a dar la vita si contavano a migliaia, oggi ce ne sono assai pochi. Non è che il coraggio e la fede siano in loro minori che nei loro padri. Gli è piuttosto che nessuno prende il fascismo sul serio.
Tutti, cominciando dagli stessi capi, si aspettano una fine prossima, e sembra sproporzionato dar la vita per far finire una cosa che crollerà da sé. E' un errore. Bisogna morire. Spero che, dopo me, molti altri seguiranno, e riusciranno infine a scuotere l'opinione pubblica
».



Links:

"Storia della mia morte" - Ebook in formato pdf

Video di Youtube su Lauro De Bosis

Pubblicato il 21/3/2010 alle 23.59 nella rubrica Storia.

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