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dirottasuitalia Diario di un viaggio di sola andata con destinazione il "Belpaese" italico: elogi e contraddizioni nell'Italia di ieri, di oggi e di... domani
Regionali 2010: vince la Lega al nord, bene il PdL al centro-sud. Sconfitta per il PD, che rimane solo nelle roccaforti. Exploit del MoVimento 5 stelle
post pubblicato in Elezioni regionali 2010, il 30 marzo 2010

Queste elezioni regionali 2010 verrano ricordate soprattutto non come la vittoria del PdL-Lega, ma come quelle della sconfitta del centrosinistra.

Risultati alla mano, delle 13 regioni al voto, il centrodestra, confermandosi in Lombardia e Veneto, vince in Lazio, Piemonte, Campania e Calabria, registrando una differenza di +4 rispetto alle regionali 2005. Il centrosinistra passa da 11 regioni a 7, confermandosi solo in Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Puglia e Basilicata.

Grande scalpore hanno suscitato le vittorie del candidato Roberto Cota  (PdL-Lega) in Piemonte e, soprattutto, di Renata Polverini (PdL) nel Lazio. Il primo, deve ringraziare soprattutto il "MoVimento 5 stelle" di Beppe Grillo che, molto probabilmente, ha preso molti più voti alla sinistra rispetto alla destra, portando in regione due consiglieri. La seconda, dopo la non ammissione della lista PdL nella circoscrizione Roma, è stata in lotta fin quasi la fine degli spogli contro la candidata del centrosinistra Emma Bonino, ma alla fine ha prevalso di oltre due punti percentuali. Per le altre regioni il risultato era più o meno scontato.

Proprio il MoVimento 5 stelle non solo vuole essere una valida alternativa al voto, presentando come candidati gente comune, proponendo liste "pulite" e non ricevendo alcun finanziamento statale. Infatti sono riusciti a far eleggere altri due consiglieri in Emilia Romagna. Sembra che qualcosa stia cambiando...

Raiperunanotte: la faremo fuori dal vaso!
post pubblicato in Televisione, il 28 marzo 2010



Giovedì 25 marzo alle ore 21.00 si è tenuto al PalaDozza di Bologna l'evento Raiperunanotte, show basato sul format Annozero, condotto da Michele Santoro.

Il fattore di novità rappresenta la messa in onda sia su canali telematici via streaming, su sito dedicato 
http://live.raiperunanotte.it/ e altri quali repubblica.it, Fastweb, Stream, corriere.it; sia su canali digitali quali Repubblica TV, YouDem, Current, Rainews 24, Sky TG24 e altre emittenti locali. Santoro dichiara che è stato un "evento di portata storica", il quinto nel mondo ed il più grande in Europa, dove si sono raggiunti picchi del 12-13% di share secondo i dati Auditel. Meno entusiasmanti i dati Rai, che parla di 2,03%, ma che non tiene conto dei dati streaming.


L'aria di "rivolta" aleggia già da alcuni giorni prima l'evento. Spiega Santoro «Rai per una notte è soprattutto una serata per gli abbonati della tv pubblica. E’ il loro primo sciopero, la loro richiesta di essere informati sempre, da tutte le voci. In questo senso Berlusconi ha già perso». Proprio il Cavaliere e il suo agire di concerto con Innocenzi (membro Agcom) e Masi (membro del Cda Rai) affinchè i "pollai pagati con i soldi pubblici" (Annozero, Ballarò, ...) fossero chiusi, sembra, a buona ragione, la causa di tutto ciò.

Presenti in un'arena gremita di spettatori, c'erano numerosi personaggi, a partire da giornalisti televisivi e non, come Giovanni Floris (Ballarò), Gad Lerner (L'Infedele), Sandro Ruotolo (Annozero), Marco Travaglio (Il Fatto Quotidiano), Riccardo Iacona (Presa Diretta), Norma Rangeri (Il Manifesto), Loris Mazzetti (collaboratore di Enzo Biagi, sotto "filo spinato" per essere stato sospeso dieci giorni dalla Rai per gli articoli apparsi sul Fatto Quotidiano), ma anche i cantanti Morgan, Antonello Venditti, Elio e Teresa De Sio, il maestro Nicola Piovani, i comici Antonio Cornacchione e Daniele Luttazzi, il vignettista Vauro. Altri hanno partecipato indirettamente con un video-intervista, come la conduttrice di Report Milena Gabanelli, il regista Mario Monicelli, il professor Gillo Dorfles, Emilio Fede (sic), il comico Maurizio Crozza, il Trio Medusa ed, infine, Roberto Benigni.

Lo spettacolo non disdegna critiche nei confronti della Rai, di Berlusconi, di Minzolini, di Masi, di Innocenzi; in poche parole si critica il trattamento dell'informazione in Italia.

Lo spettacolo inizia con un video su Mussolini che incita la folla. Subito gli viene accostato un parallelo con Berlusconi ed il suo intervento alla manifestazione di Roma del PdL, L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio del 20 marzo, dove un "infiltrato" raccoglie le "testimonianze" dei manifestanti. Santoro, in diretta, si appella al Presidente Napolitano, spiegando che non siamo di fronte al fascismo, ma le modalità con cui viene perpetuata la "democrazia" italiana, lo ricorda per alcuni aspetti, soprattutto per quanto riguarda il tema del conflitto di interessi. Continua dicendo «è un delitto di enorme gravità quando si registra un’interferenza diretta della politica sulla libertà d’informazione».

Da segnalarsi gli interventi di Monicelli, che spiega che in Italia servirebbe una "rivoluzione", di Dorfles che parla di "democrazia viziata", di Lerner che dice che "la censura crea sempre il suo antidoto", di Elio che canta la Parodia di Italia amore mio, del "Trio degli orrori", le gag di Cornacchione, Crozza, del Trio Medusa e Benigni, di Fede che dice che Berlusconi "non ha mai avuto intenzione di chiudere Annozero".
 
Daniele Luttazzi esprime, con toni satirico-osè, come sia il rapporto Berlusconi-italiani e, con una alquanto "dettagliata" spiegazione, ci dice che questo è paragonabile ad un rapporto sessuale anale, articolabile in tre fasi. Secondo lui ci troviamo nella «terza fase» del rapporto, cioè «l'orgasmo da sottomissione».
Continua poi con «L'uso che Minzolini... come si chiama quell'altro? Masi... no, ma quell'altro... Berlusconi hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso cri-mi-no-so.» e aggiunge compiaciuto «Erano otto anni che aspettavo di dirlo.».

Infine, si registra il "giuramento" da parte dei presenti, parodia di quello dei candidati Governatori nelle mani di Berlusconi, sempre alla manifestazione di Roma:
"Giuro solennemente, che ora e per sempre, la faremo fuori dal vaso!"


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