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dirottasuitalia Diario di un viaggio di sola andata con destinazione il "Belpaese" italico: elogi e contraddizioni nell'Italia di ieri, di oggi e di... domani
Grillo contro Bersani: quanto incide Casaleggio sul M5S?
post pubblicato in Politica interna, il 6 marzo 2013
Dopo la grande affermazione del MoVimento 5 Stelle di Grillo alle elezioni politiche, si pone immediatamente la questione sulla formazione del nuovo governo. Ma già all'indomani del clamoroso verdetto delle urne, il problema della governabilità risulta chiaro a tutti. La vittoria "pirrica" di Bersani, la cui pre-alleanza con Monti è stata del tutto inutile, non consente al PD ampi spazi di manovra. O con Grillo o con Berlusconi. Ma se da un lato la Banda Bersani-Berlusconi non risulta credibile, né tantomeno possibile, un'alleanza con Grillo sembrerebbe se non naturale, almeno fattibile. Ma non è così.

Il buon Grillo critica Bersani, evade le sue lecite domande, tentenna nel fornire risposte. Dapprima estrapola dal cilindro modelli di governo siciliani, poi fa presentare il M5S come unico possibile Governo dal fido capogruppo al Senato Vito Crimi. Dall'alto del suo blog attacca il leader del PD, lo apostrofa "morto che parla", recita slogan del tipo "adesso gli italiani si abitueranno all'onestà", "ci avviciniamo alla Terza Repubblica" e soprattutto "mandiamoli tutti a casa". Insomma, fa capire che in Parlamento ci vuole andare da solo, e vuole spingere il PD nelle velenose spire di Berlusconi. Un suicidio politico.

L'idea di Grillo
è quella di porre in essere una dicotomia politica-antipolitica: da una parte PdL e PD (e Monti), dall'altra il M5S. La corruzione e il clientelismo contro l'onestà e la meritocrazia. Male contro bene. Scegliete italiani. E molti italiani hanno scelto.

Ma una domanda che si pongono molti è questa: che ruolo ha proprio il subcomandante Casaleggio? qual è il suo scopo?
Secondo alcuni è lui il vero maître à penser del MoVimento. Se vi è capitato di vedere l'ultima tappa dello Tsunami Tour prima delle elezioni, a Roma, Grillo chiama Casaleggio sul palco a presentarsi. Subito ci si accorge che è privo di carisma, di capacità comunicative. Tutto il contrario di Beppe. Sorge lecita l'ipotesi che Casaleggio sia la mente, Grillo il braccio operativo (in questo caso la voce). Un binomio perfetto. Resta aperta la questione dello scopo. Di certo i grillini non sembrano avere ampia autonomia, né di parola, né di azione. Guai a chi la pensasse in maniera diversa! Si vedano in proposito le espulsioni di Favia, Tavolazzi e Salsi. E allora se si parla di VERA democrazia, perché manca al suo interno? Perché si reprimono i dibattiti interni al MoVimento sul nascere? Metodi simili ricordano il comunismo stalinista ovverosia una dittatura mascherata da egalitarismo. Staremo a vedere. Certo che se le ombrose premesse dovessero rivelarsi fondate, il Popolo italiano non ha un roseo futuro, anzi, quella fantomatica medicina che sembrava potesse risolvere tutti i mali, potrebbe rivelarsi assai più pericolosa della malattia stessa.
Mondiali di calcio in Sudafrica 2010: chi vincerà?
post pubblicato in Sport, il 11 giugno 2010

Oggi cominciano i mondiali di calcio: la manifestazione sportiva più importante dell'anno ha inizio. Oltre al grande spettacolo e all'importanza di aver scelto per la prima volta come sede uno stato dell'Africa, la domanda che tutti ci poniamo è: chi vincerà questa edizione?

Fare un pronostico a priori potrebbero farlo tutti, ma, come il Totocalcio, pochissimi sarebbero in grado di dire esattamente come sarà la graduatoria finale del torneo. Il punto è questo: quante variabili ci sono in gioco? C'è qualcos'altro oltre alla qualità/capacità di una squadra?

Cominciamo riguardando l'esito delle ultime due edizioni:

Mi ricordo ancora molto bene come andarono a finire i mondiali del 2002 in Giappone-Corea del Sud. Vinse il Brasile, probabilmente la squadra migliore, seconda fu la Germania, terza fu la Turchia e quarta fu la Corea del Sud. Soprattutto quest'ultima fu evidentemente spinta verso l'alto, fortuna o chissà, magari a causa di obiettivi prestabiliti. Come paesi organizzatori, il Giappone uscì agli ottavi (niente da obiettare), la Corea andò molto più avanti. Che si fosse voluto espandere il calcio in Asia? Ripagare la Corea come paese organizzatore? Casualità? Nessuno lo saprà mai. Ma il dubbio rimane.
Nel 2006 in Germania qualcuno all'interno della Fifa (neanche troppo sconosciuto e neanche troppo velatamente) avrebbe visto volentieri vincitrice la Francia, qualcun altro la Germania. Sta di fatto che abbiamo vinto noi, e il Presidente della Fifa non ha voluto presenziare alla cerimonia di premiazione. Problemi suoi, la Coppa è nostra.

Si possono perciò fare alcune osservazioni sull'andamento storico/trend dei mondiali (premessa: i trend non rappresentano la regola, possono esserci delle eccezioni, ma rappresentano un'utile base di partenza)
  • prima osservazione: si può dire che le simpatie/collusioni dei dirigenti Fifa incidono in una qualche misura nell'esito di un mondiale (a mio parere l'unica cosa certa).
  • Seconda osservazione: a parte l'Italia negli anni 1934-38 e Brasile negli anni 1958-62, molto tempo fa, nessun'altra squadra ha mai vinto due edizioni consecutive. Seguendo questo ragionamento, quindi, l'Italia quest'anno non dovrebbe vincere. Ma questa è solo una tendenza, nulla di definitivo :-P 
  • Terza osservazione: la squadra che ha ospitato i mondiali l'edizione successiva non ha mai vinto un mondiale nell'edizione precedente. La prossima edizione del 2014 si giocherà in Brasile.
  • quarta osservazione: la nazione ospitante ha sempre superato la prima fase, spesso vincendo il titolo. Vincitrici ospitanti: Uruguay 1930 - Italia 1934 - Inghilterra 1966 - Germania 1974 - Argentina 1978 - Francia 1998. Altre edizioni (tra parentesi la fase raggiunta dalla nazione ospitante): Francia 1938 (quarti) - Brasile 1950 (finale) - Svizzera 1954 (quarti) - Svezia 1958 (finale) - Cile 1962 (semifinali) - Messico 1970 (quarti) - Spagna 1982 (seconda fase) - Messico 1986 (quarti) - Italia 1990 (semifinale) - Stati Uniti 1994 (ottavi) - Corea del Sud/Giappone 2002 (semifinali/ottavi) - Germania 2006 (semifinali). Il fattore casalingo, perciò, è determinante.
  • quinta osservazione: esclusa la Germania nel 1972, chi ha vinto il campionato continentale l'edizione precedente il mondiale non ha vinto poi il mondiale. Nel 2008 la Spagna ha vinto il campionato europeo, nel 2007 il Brasile ha vinto la Copa America.
  • sesta osservazione: ho sentito parlare della regola del numero 3964. Chi ha vinto il mondiale lo ha fatto nelle edizioni la cui somma degli anni è 3964 (Argentina 1978+1986 - Germania 1974+1990 - Brasile 1970+1994 - Brasile 1962+2002), mentre Inghilterra/Francia 1966/1998 sono state le uniche nazionali ad aver vinto una sola volta. Questa regola è stata infranta nel 2006 dall'Italia (3964-2006=1958: Brasile, curiosamente unica edizione in cui l'Italia non si è qualificata). Seguendo questo trend, comunque, dovrebbe vincere la Germania (3964-2010=1954). Staremo a vedere.
  • settima osservazione: penso che la Fifa vuole lanciare (o rilanciare) definitivamente il calcio nel continente africano. Occhio perciò alle squadre africane che potrebbero ben piazzarsi. In particolare, potrebbero piazzarsi nell'ordine: Sudafrica, Camerun, Nigeria, Ghana, Costa d'Avorio, Algeria.
  • ottava osservazione: ho notato che la Francia sta conquistando posizioni chiave nella Fifa (vedi Platini e Zidane). Potrebbe influenzare (in positivo) il piazzamento della Francia?
  • nona osservazione: Maradona non è mai stato simpatico ai quadri dirigenziali Fifa, perchè si è spesso dichiarato contrario le sue politiche (vedi Havelange). Potrebbe influenzare (in negativo) il piazzamento dell'Argentina?
  • decima osservazione (nota storica): Il Sudafrica è stato per decenni colonia britannica, e prima ancora colonia olandese.

Seguendo questi precetti, possiamo già dare alcune indicazioni sui piazzamenti finali :

Possibili squadre vincitrici:
Inghilterra, Germania, Olanda, Francia

In generale, senza seguire queste ipotesi, potrebbero vincere (tra parentesi la probabilità):
Inghilterra (20%), Brasile (20%), Spagna (15%), Argentina (10%), Italia (10%), Germania (5%), Olanda (5%), Francia (5%), Portogallo (5%), altre (5%).

Non credo molto in una seconda vittoria consecutiva dell'Italia data la squadra attuale, ma mai dire mai! Forza Azzurri!!!

Regionali 2010: vince la Lega al nord, bene il PdL al centro-sud. Sconfitta per il PD, che rimane solo nelle roccaforti. Exploit del MoVimento 5 stelle
post pubblicato in Elezioni regionali 2010, il 30 marzo 2010

Queste elezioni regionali 2010 verrano ricordate soprattutto non come la vittoria del PdL-Lega, ma come quelle della sconfitta del centrosinistra.

Risultati alla mano, delle 13 regioni al voto, il centrodestra, confermandosi in Lombardia e Veneto, vince in Lazio, Piemonte, Campania e Calabria, registrando una differenza di +4 rispetto alle regionali 2005. Il centrosinistra passa da 11 regioni a 7, confermandosi solo in Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Puglia e Basilicata.

Grande scalpore hanno suscitato le vittorie del candidato Roberto Cota  (PdL-Lega) in Piemonte e, soprattutto, di Renata Polverini (PdL) nel Lazio. Il primo, deve ringraziare soprattutto il "MoVimento 5 stelle" di Beppe Grillo che, molto probabilmente, ha preso molti più voti alla sinistra rispetto alla destra, portando in regione due consiglieri. La seconda, dopo la non ammissione della lista PdL nella circoscrizione Roma, è stata in lotta fin quasi la fine degli spogli contro la candidata del centrosinistra Emma Bonino, ma alla fine ha prevalso di oltre due punti percentuali. Per le altre regioni il risultato era più o meno scontato.

Proprio il MoVimento 5 stelle non solo vuole essere una valida alternativa al voto, presentando come candidati gente comune, proponendo liste "pulite" e non ricevendo alcun finanziamento statale. Infatti sono riusciti a far eleggere altri due consiglieri in Emilia Romagna. Sembra che qualcosa stia cambiando...

Raiperunanotte: la faremo fuori dal vaso!
post pubblicato in Televisione, il 28 marzo 2010



Giovedì 25 marzo alle ore 21.00 si è tenuto al PalaDozza di Bologna l'evento Raiperunanotte, show basato sul format Annozero, condotto da Michele Santoro.

Il fattore di novità rappresenta la messa in onda sia su canali telematici via streaming, su sito dedicato 
http://live.raiperunanotte.it/ e altri quali repubblica.it, Fastweb, Stream, corriere.it; sia su canali digitali quali Repubblica TV, YouDem, Current, Rainews 24, Sky TG24 e altre emittenti locali. Santoro dichiara che è stato un "evento di portata storica", il quinto nel mondo ed il più grande in Europa, dove si sono raggiunti picchi del 12-13% di share secondo i dati Auditel. Meno entusiasmanti i dati Rai, che parla di 2,03%, ma che non tiene conto dei dati streaming.


L'aria di "rivolta" aleggia già da alcuni giorni prima l'evento. Spiega Santoro «Rai per una notte è soprattutto una serata per gli abbonati della tv pubblica. E’ il loro primo sciopero, la loro richiesta di essere informati sempre, da tutte le voci. In questo senso Berlusconi ha già perso». Proprio il Cavaliere e il suo agire di concerto con Innocenzi (membro Agcom) e Masi (membro del Cda Rai) affinchè i "pollai pagati con i soldi pubblici" (Annozero, Ballarò, ...) fossero chiusi, sembra, a buona ragione, la causa di tutto ciò.

Presenti in un'arena gremita di spettatori, c'erano numerosi personaggi, a partire da giornalisti televisivi e non, come Giovanni Floris (Ballarò), Gad Lerner (L'Infedele), Sandro Ruotolo (Annozero), Marco Travaglio (Il Fatto Quotidiano), Riccardo Iacona (Presa Diretta), Norma Rangeri (Il Manifesto), Loris Mazzetti (collaboratore di Enzo Biagi, sotto "filo spinato" per essere stato sospeso dieci giorni dalla Rai per gli articoli apparsi sul Fatto Quotidiano), ma anche i cantanti Morgan, Antonello Venditti, Elio e Teresa De Sio, il maestro Nicola Piovani, i comici Antonio Cornacchione e Daniele Luttazzi, il vignettista Vauro. Altri hanno partecipato indirettamente con un video-intervista, come la conduttrice di Report Milena Gabanelli, il regista Mario Monicelli, il professor Gillo Dorfles, Emilio Fede (sic), il comico Maurizio Crozza, il Trio Medusa ed, infine, Roberto Benigni.

Lo spettacolo non disdegna critiche nei confronti della Rai, di Berlusconi, di Minzolini, di Masi, di Innocenzi; in poche parole si critica il trattamento dell'informazione in Italia.

Lo spettacolo inizia con un video su Mussolini che incita la folla. Subito gli viene accostato un parallelo con Berlusconi ed il suo intervento alla manifestazione di Roma del PdL, L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio del 20 marzo, dove un "infiltrato" raccoglie le "testimonianze" dei manifestanti. Santoro, in diretta, si appella al Presidente Napolitano, spiegando che non siamo di fronte al fascismo, ma le modalità con cui viene perpetuata la "democrazia" italiana, lo ricorda per alcuni aspetti, soprattutto per quanto riguarda il tema del conflitto di interessi. Continua dicendo «è un delitto di enorme gravità quando si registra un’interferenza diretta della politica sulla libertà d’informazione».

Da segnalarsi gli interventi di Monicelli, che spiega che in Italia servirebbe una "rivoluzione", di Dorfles che parla di "democrazia viziata", di Lerner che dice che "la censura crea sempre il suo antidoto", di Elio che canta la Parodia di Italia amore mio, del "Trio degli orrori", le gag di Cornacchione, Crozza, del Trio Medusa e Benigni, di Fede che dice che Berlusconi "non ha mai avuto intenzione di chiudere Annozero".
 
Daniele Luttazzi esprime, con toni satirico-osè, come sia il rapporto Berlusconi-italiani e, con una alquanto "dettagliata" spiegazione, ci dice che questo è paragonabile ad un rapporto sessuale anale, articolabile in tre fasi. Secondo lui ci troviamo nella «terza fase» del rapporto, cioè «l'orgasmo da sottomissione».
Continua poi con «L'uso che Minzolini... come si chiama quell'altro? Masi... no, ma quell'altro... Berlusconi hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso cri-mi-no-so.» e aggiunge compiaciuto «Erano otto anni che aspettavo di dirlo.».

Infine, si registra il "giuramento" da parte dei presenti, parodia di quello dei candidati Governatori nelle mani di Berlusconi, sempre alla manifestazione di Roma:
"Giuro solennemente, che ora e per sempre, la faremo fuori dal vaso!"


L'ultimo volo di Icaro: Lauro De Bosis, un eroe dell'antifascismo
post pubblicato in Storia, il 21 marzo 2010

Oggi desidero raccontare brevemente la vita di un personaggio storico che non è noto ai più, ma è al fianco di altri importanti esponenti nella lotta alla dittatura fascista. Quest'uomo si chiamava Lauro De Bosis.

De Bosis nacque a Roma nel 1901. Di famiglia agiata, suo padre era direttore della rivista Il Convito, mentre sua madre era americana. Si laureò in chimica e successivamente tenne una serie di conferenze sulla situazione politica, storica e letteraria italiana negli Stati Uniti. Sempre in America egli insegnò lingua e letteratura italiana presso l'università di Harvard. Egli compose la poesia "Icaro", premio olimpico di poesia ad Amsterdam nel 1928.

Sin dalla marcia su Roma nel 1922, egli si dichiarò sempre contrario ai metodi della dittatura fascista e alla  propaganda che gli uomini di Mussolini facevano per il dittatore.

Tornato in Italia dall'America, si dedicò al lavoro di propaganda clandestina attraverso una associazione da lui fondata, Alleanza Nazionale (sic). Questa propugnava la collaborazione fra le forze liberali cattoliche e moderate, al fine di indurre Monarchia e Chiesa a rompere con il fascismo.
Successivamente, mentre stava partendo per gli Stati Uniti, De Bosis fu avvertito da un amico che i suoi collaboratori, sua madre e tre suoi familiari erano stati arrestati dal regime. Superato l'iniziale sconforto, si stabilì in Francia e, spinto da un preciso dovere morale e politico, decise di compiere un gesto che doveva rimanere come simbolo della lotta in difesa della libertà: il volo su Roma. Egli, per questo, si ispirò alle imprese di Bassanesi su Milano e, ancor prima, di D'Annunzio su Vienna.

De Bosis sapeva bene che il progetto era assai rischioso, e non senza difficoltà, riuscì a trovare dei finanziatori per acquistare un velivolo di seconda mano.
Un primo tentativo fallì alla partenza, in Corsica, e quindi il progetto oltre a non essere portato a termine, non fu più segreto. Riuscì miracolosamente e con grande forza di volontà ad acquistare, sotto falso nome, un secondo aeroplano in Germania, che chiamò "Pegaso".

Il 3 ottobre 1931, con sola metà del serbatoio riempito e con sole sette ore di volo all'attivo, partì da Marsiglia a bordo del suo velivolo con 400.000 volantini dell'Alleanza Nazionale diretto su Roma. Arrivato dopo il tramonto, rilasciò i manifestini sulle maggiori piazze della città capitolina, raccolti dai cittadini incuriositi. Dopo mezz'ora lascio la città in direzione isola d'Elba, ma il carburante non fu sufficiente per raggiungere la meta e, come l'Icaro dei suoi versi, precipitò in mare. La Regia Aeronautica, allertata in ritardo, vanamente lo cercò a lungo.

Rimane di lui un ricordo indissolubile fra coloro che furono partecipi alla lotta contro la dittatura fascista. De Bosis comprese - a differenza di molti - che non bisognava aspettare una comoda "resistenza", ma agire.

Nella sua "Storia della mia morte", racconto scritto la notte prima del volo, quando già sapeva di dover morire non già per la prontezza della "caccia  di Mussolini al suo minuscolo aereo, ma perché i serbatoi, per non insospettire i testimoni, erano stati riempiti per un tragitto più breve, da Marsiglia a Barcellona". De Bosis si diceva convinto che «[...]
il fascismo non cadrà se prima non si troveranno una ventina di giovani che sacrifichino la loro vita per spronare l'animo degli Italiani.
Mentre, durante il Risorgimento, i giovani pronti a dar la vita si contavano a migliaia, oggi ce ne sono assai pochi. Non è che il coraggio e la fede siano in loro minori che nei loro padri. Gli è piuttosto che nessuno prende il fascismo sul serio.
Tutti, cominciando dagli stessi capi, si aspettano una fine prossima, e sembra sproporzionato dar la vita per far finire una cosa che crollerà da sé. E' un errore. Bisogna morire. Spero che, dopo me, molti altri seguiranno, e riusciranno infine a scuotere l'opinione pubblica
».



Links:

"Storia della mia morte" - Ebook in formato pdf

Video di Youtube su Lauro De Bosis

Com'è la libertà di informazione in Italia?
post pubblicato in Miscellanea, il 13 marzo 2010


Il primo tema che intendo affrontare in questo blog riguarda la la libertà di informazione. Il motivo di tale scelta proviene dalle ultime rivelazioni de "Il Fatto Quotidiano", che trattano delle intercettazioni fra il nostro "caro" Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Augusto Minzolini (direttore del TG1) e il commissario dell'Agcom (l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che tutela i consumatori nel settore delle telecomunicazioni, vedi link) Giancarlo Innocenzi. Queste riguardano le presunte pressioni che Berlusconi esercita nei confronti di Innocenzi per far chiudere «Annozero [condotto da Michele Santoro] e altri pollai» dai palinsesti Rai. Pressioni che vengono esercitate anche nei confronti di Minzolini per le vicende di David Mills e Gaspare Spatuzza, ampiamente trattate da Santoro. Per la cronaca, Mills è stato condannato in primo e secondo grado per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza a favore di Berlusconi (nel processo All Iberian) e successivamente prescritto in Cassazione per decorrenza dei termini previsti. Il secondo è un pentito di mafia che ha deposto dichiarazioni in merito ai rapporti fra mafia e la nascita del partito Forza Italia [nel 1993]. A riguardo il TG1 dichiara, infatti, che Mills è stato assolto (e non prescritto) e Spatuzza "dice balle".

Ecco i link degli articoli, pubblicati oggi sul blog "Antefatto":
Il commissario-garante che disse: "Il Capo vuole una spallata"
Così Berlusconi ordinò: "Chiudete Annozero"

Chiusa questa lunga parentesi iniziale, comincio a trattare la questione principale:
 
Com'è la libertà di informazione in Italia?

La Costituzione, all'articolo 21, dice espressamente:

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure [...]"

Quindi la Costituzione tutela ampiamente la libertà di espressione e dice che la stampa non può essere autorizzata (quindi non può esistere un soggetto sovraordinato che ne dia autorizzazione all'esercizio) o censurata.

In generale, si può dire che la verità dei fatti è sottoposta a "filtri" (l'individuo che assiste ad un qualsiasi evento elabora nella propria mente ciò che è accaduto o, se non ne ha assistito, può arrivare a delle conclusione attraverso prove certe. Egli può raccontare questi eventi ad altre persone attraverso le parole).
Proprio perchè la stampa racconta gli avvenimenti più importanti ad un pubblico diffuso, che ha il diritto ad esserne a conoscenza e può venirne a conoscenza solo attraverso la stampa, si perviene che questi siano esposti in maniera veritiera e corretta e diffusi attraverso i canali propri dell'informazione. L'informazione "filtrata" dalla stampa, consente al pubblico di formarsi un'opinione sui fatti.
Si può concludere, quindi, che la stampa ha un enorme potere nei confronti del pubblico e, poichè ha questo potere, deve essere libera di poter svolgere la propria attività.

La libertà di informazione è uno dei capisaldi della democrazia, e consente agli individui di poter formare i pensieri e le opinioni in maniera libera e corretta.
Qualora mancassero solo alcuni dei presupposti precedentemente trattati, l'intero sistema democratico sarebbe gravemente compromesso. Questa libertà, allora, deve essere tutelata sotto ogni forma.

Poste queste premesse e se le esternazione de Il Fatto sono veritiere, posso affermare che in Italia stiamo assistendo ad una grave forma di trattamento delle informazioni, soprattutto in chiave politica
In Italia, esiste una moltitudine di testate giornalistiche. Alcune sono politicizzate (ogni espressione politica ha almeno una testata), altre sono, almeno dichiaratamente, apolitiche. Le testate politcizzate raccontano, in molti casi, una verità relativa dei fatti, cioè una verità più consona allo schieramento politico di cui sono rappresentative. Quindi gli utenti di queste sono (più o meno) consapevoli che l'informazione trattata è di parte, e quindi, per questi casi, non si pone il problema. La questione sorge quando le testate c.d. apolitiche che hanno un notevole bacino d'utenza (in primis i telegiornali) non cercano di raccontare la verità assoluta dei fatti (che sarebbe loro auspicabile) ma una verità relativa più consona alle esigenze di uno schieramento politico, magari omettendo informazioni di importanza rilevante. Questo è quello che in Italia mi sembra stia prendendo forma in misura sempre più rilevante. Riconosco che questa forma di trattamento delle informazioni è probabilmente sempre stata attuata, ma sicuramente non in misura preponderante come oggi.

In riferimento a quanto detto sopra, fornisco alcuni esempi:
Come primo esempio, cito di una organizzazione non governativa indipendente, Freedom House  (
http://www.freedomhouse.org/), ente che opera a livello internazionale e che si propone come scopo lo sviluppo della libertà in ogni suo momento, sintetizza la libertà di informazione in Italia come "Partly Free" (parzialmente libera), dichiarando, in breve, che c'è una notevole concentrazione dei media nelle mani di un unica proprietà, diversamente dagli standard europei. (link http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=251&year=2009).

Propongo, inoltre, un articolo pubblicato da Demos.it (link
http://www.demos.it/a00017.php) che parla di uno studio sugli italiani e l'informazione. Ebbene, secondo il sondaggio effettuato, il fatto che Berlusconi controlli Mediaset danneggia la libertà di informazione e condiziona l'andamento della politica, rispettivamente, per il 52% e il 55,2% degli intervistati. Quindi oltre la metà degli italiani pensa che la detenzione di un così importante gruppo dell'informazione possa nuocere alla libertà di informazione e, secondo il ragionamento fatto in precedenza, ne discende che anche la democrazia possa esserne nuociuta da questo.
Nota interessante: alla fine di quest'ultimo articolo si può vedere che l'intero documento dello studio si può trovare sul sito dell'Agcom...

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